artide News...Inserito il 10 novembre 2007 alle 10:09:00 da lifeland.
la Città della Scienza di Napoli 0rganizza la XXI edizione di «Futuro Remoto», manifestazione multimediale di diffusione scientifica e tecnologica (23 novembre al 16 dicembre 2007).
L’edizione di quest’anno, “Terre di Ghiaccio e di Fuoco”, sarà un viaggio negli ambienti più estremi ed affascinanti del nostro pianeta, con due mostre principali: “La Terra Inquieta” (alla scoperta della crosta terrestre e della sua dinamicità, dei fenomeni vulcanici e sismici, delle problematiche legate alla sorveglianza, etc.) e la mostra “Pole Position”, prodotta dal Museo Tridentino di Scienze Naturali in occasione dell’Anno Polare Internazionale.
Venerdi 30 novembre, tre studiosi italiani presenteranno le loro ricerche in Artico e nelle Valle dell'Omo, in Etiopia. Il Prof. Mauro Tosco, il dott. Graziano Savà e il Dott. Gianluca Frinchillucci.
Avventure tra i popoli dei ghiacci e dei deserti.
Alla scoperta dei territori estremi.
In Etiopia vivono due anime: una è africana, l’altra mediterraneo-medio orientale. La prima accomuna l’Etiopia a culture e paesaggi caratteristici del continente nero. La seconda si è plasmata con l’influsso di idee e lo sviluppo di lingue provenienti dal mare nostrum e dalla penisola arabica. La valle dell’Omo è il cuore pulsante dell’anima africana dell’Etiopia. E’ un angolo di terra che ospita paesaggi naturali desertici e semidesertici nei quali si sono sviluppate culture, metodi di sussistenza e lingue che scopriremo insieme.
Il primo marzo è iniziato ufficialmente il Quarto Anno Polare Internazionale (2007-2008) e l’Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti” di Fermo partecipa con il Progetto “Carta dei Popoli Artici”. Ricercatori dell’Istituto conducono nuove ricerche per approfondire la conoscenza dell’Artico, in particolare tra i cacciatori inuit del distretto di Ammassalik, nella Groenlandia orientale e tra i Nency, gli allevatori di renne della penisola di Yamal. Scopriremo, attraverso due video, i due popoli artici e conosceremo i progetti che li legano al nostro paese.
«Futuro Remoto», in più di venti anni di attività, ha contribuito ad avvicinare alla scienza e alla innovazione tecnologica studenti, professionisti e gente comune provenienti da Napoli, dalla Campania e da altre regioni d’Italia: ne sono testimonianze concrete il flusso di pubblico crescente, la ricchezza dei programmi, l’attenzione dei media e della critica.